Gennaio si apre con un libro che ha vinto il Premio Viareggio Rèpaci 2024 e il Premio Elsa Morante 2024, nella sezione Narrativa.
Cuore nero, Silvia Avallone, Rizzoli editore
Con l’amore che solo i grandi autori sanno dedicare ai propri personaggi, Silvia Avallone ha scritto il suo romanzo più maturo, una storia di condanna e di salvezza che indaga le crepe più buie e profonde dell’anima per riempirle di compassione, di vita e di luce. Si raccontano le vicende di Emilia e Bruno, “privi di luce, come due stelle morte”: entrambi hanno conosciuto il Male, lui perché l’ha subito, lei perché l’ha compiuto. Sassaia, minuscolo borgo incastonato tra le montagne, sarà il loro punto di fuga, l’unica soluzione per sottrarsi a un futuro in cui entrambi hanno smesso di credere.
La geografia del danno, Andrea De Carlo, La Nave di Teseo
Andrea De Carlo parte da una rivelazione sconvolgente per inoltrarsi in un’indagine che lo porta ai primi decenni del secolo scorso e poi ancora più indietro, alla fine dell’Ottocento. Poco alla volta, grazie a vecchie fotografie ritrovate, scritti, incontri e un ostinato lavoro di osservazione e deduzione, l’autore ricostruisce le vicende avventurose e drammatiche della sua famiglia. La geografia del dannoè una storia vera raccontata come un romanzo, che pagina dopo pagina rivela quanto chi ci ha preceduti determini in parte chi siamo oggi.

Grit e le sue figlie, Noëmi Lerch (traduzione Anna Allenbach), ed. Casagrande
Tra montagne e legami famigliari, il nuovo romanzo della scrittrice e contadina argoviese che vive in Valle di Blenio e racconta il mondo alpestre. Tre donne, i loro affetti e i loro conflitti, le complicità e le separazioni, sullo sfondo di un mondo rurale dove la quotidianità sconfina nella fiaba.
Attraverso la sua scrittura l’autrice mette in luce la forza della natura e la quiete della montagna, sottolineando nel medesimo tempo la durezza e la fatica del lavoro nell’alpe.